lei
la mattina fuori,
la notte dentro,
ha la corona in testa.
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maggio 2004
lei
la mattina fuori,
la notte dentro,
ha la corona in testa.
alta velocità
unico binario, il mutismo,
sussurra la lezione
alla pagina importante.
unico nord, l'egoismo,
salva il banco
a questo ventuno.
nessun verbo
gocce sulle dita
e salato sulla lingua.
contro la parete, i piedi,
il tuo peso tra le mani;
dentro al silenzio, le urla
e fuori nulla.
in testa la fantasia
del prossimo secondo.
e gli occhi, anche quelli,
i tuoi.
l’attrito prevalente [il pendolo si e’ fermato]
delitto
io lo aspetto lungo la strada.
la scarica è pronta da incastrare
sui suoi passi affinchè cada,
la pellicola, immobile, da inchiodare
al muro, così che non se ne vada.
in un bicchiere, riempito dagli occhi,
l'acido da versargli tra le ciglia,
per sventarne la fuga dei rintocchi.
chè non senta e non veda meraviglia.
senza più assecondarlo, l'ammazzo,
è il mio tempo, non mi renderà pazzo.